Informazioni, cure e trattamenti per la ginecomastia

L’intervento chirurgico di ginecomastia

L’intervento chirurgico di ginecomastia è un’operazione complessa che si compone di più fasi, pre e post-operatorie.

Esami clinici

Il paziente affetto da ginecomastia che desidera sottoporsi all’intervento chirurgico di ginecomastia deve essere sottoposto a numerose analisi cliniche che hanno lo scopo di appurare se il paziente è effettivamente adatto all’intervento di ginecomastia.

Alcune indagini necessarie da effettuare in previsione dell’intervento di ginecomastia sono le seguenti:

  • Tempo di tromboplastina parziale
  • Velocità di eritrosedimentazione
  • Elettrocardiogramma
  • Tasso di protrombina
  • Transaminasi
  • Emocromo
  • Azotemia
  • Ionemia
  • Glicemia

In aggiunta a queste indagini di base il chirurgo che andrà ad eseguire l’intervento di ginecomastia potrà disporre, durante la visita propedeutica, ulteriori approfondimenti medici a seconda dell’anamnesi individuale e all’intervento specifico da eseguire.

Intervento chirurgico

L’intervento chirurgico di correzione della ginecomastia varia a seconda del tipo di ginecomastia da cui è affetto il paziente.

  • Nel caso di ginecomastia vera l’intervento consiste nell’asportazione della ghiandola mammaria sviluppata in modo anomalo.
  • Nel caso di ginecomastia falsa o pseudo ginecomastia l’intervento consiste nell’asportazione dell’eccesso adiposo localizzato.

Anestesia

L’intervento di ginecomastia viene eseguito sotto anestesia locale in uno stato di sedazione che può essere più o meno profondo. In questo modo il paziente non resta vigile, ma allo stesso tempo non subisce il trauma tipico di un’anesiesia totale.

Questa procedura presenta numerosi vantaggi:

  • il chirurgo gode della massima operatività, dal momento che il paziente non resta vigile
  • l’anestesia non interferisce con il sistema cardio-respiratorio
  • il paziente al termine dell’intervento si riprende rapidamente
  • il paziente soffre meno lo stress dovuto all’intervento chirurgico
  • viene ridotta la tossicità dell’anestesia, mantenendo comunque un’azione analgesica prolungata

Durante tutte le fasi dell’intervento di ginecomastia le funzioni vitali del paziente vengono monitorate. Grazie all’uso dell’adrenalina, dall’effetto vasocostrittore, la perdita di sangue che si verifica durante l’intervento di ginecomastia viene ridotta al minimo.

Fase post-operatoria

Dopo l’intervento di ginecomastia resterà visibile un gonfiore sul petto, che inizierà a diminuire dopo 3-4 giorni per poi scomparire completamente dopo 3 settimane.
Per le prima 48-72 ore sarà necessario mantenere sul petto una medicazione di tipo compressivo, in seguito questa sarà sostituita dal chirurgo con una fascia di tipo elastico da mantenere per 2 settimane. Dopo 10-15 giorni dall’intervento di ginecomastia vengono rimossi i punti di sutura.
È consigliato il massimo riposo per i 2-3 giorni successivi all’intervento di ginecomastia. Solitamente è possibile riprendere a fare il bagno o la doccia 2 settimane dopo l’intervento di ginecomastia.
Nei primi 2-3 giorni successivi all’intervento di ginecomastia le attività sociali e lavorative devono essere limitate. Chi pratica lavori impegnativi dal punto di vista fisico dovrà necessariamente riposare più a lungo.
È possibile riprendere la guida dell’auto, l’attività sessuale e altre attività di sforzo moderato dopo 3 o 4 giorni dall’intervento di ginecomastia.
Si potrà ricominciare a praticare sport solo ad una distanza di 4 – 6 settimane dall’intervento di ginecomastia.

Il dolore generalmente è sopportabile assumendo degli analgesici e solo raramente arriva ad essere intenso.

Complicazioni

Generalmente le complicazioni sono rare e curabili senza che il risultato dell’operazione di ginecomastia venga inficiato.

  • In caso di sanguinamento, potrebbe essere necessario riaprire il torace per eliminare il sangue accumulato.
  • Sono possibili infezioni, ma accadono raramente e si possono curare tramite antibiotici.
  • È possibile una perdita di sensibilità del capezzolo, ma solitamente è un problema temporaneo destinato a risolversi con il passare del tempo. Tuttavia, in alcuni casi la perdita di sensibilità è permanente.